Lo stato dell’acqua – aprile 2021

Tempo di lettura: 9 minuti

Se state leggendo questo articolo probabilmente vi state ponendo domande simili a queste: la Sonna è inquinata? Ci sono sostanze tossiche nell’acqua? Se sì, sono pericolose per l’uomo, gli animali e le piante? Tagliando corto possiamo dire che purtroppo l’acqua della Sonna è inquinata, o quantomeno non è pulita. Avete mai notato della schiumetta, come quella nell’immagine di copertina, o della melma nell’acqua? Anche se non è sempre vero, spesso questi elementi ci segnalano che c’è qualcosa che non va. In questo articolo parleremo un po’ di alcuni inquinanti che si trovano nel torrente e del suo stato generale.

I dati ufficiali

Nella homepage del blog c’è un grafico che mostra la qualità dell’acqua, di anno in anno dal 2011 al 2019, con diverse colonne colorate. Rivediamolo ancora una volta.

Qualità dell’acqua

Dati relativi all’indice LIMeco forniti da ARPA Lombardia

La qualità dell’acqua può variare tra 0 e 1. Finora il valore più alto è stato raggiunto nel 2017 ed è 0,52. Nel 2011 la qualità risulta scarsa con un punteggio di 0,30. A partire dal 2012 assistiamo ad una risalita fino al 2013, poi ad un abbassamento nel 2014. Nel periodo tra 2014 e 2017 un lento miglioramento, ma poi la tendenza di risalita si interrompe bruscamente nel 2018 con un calo netto, al quale segue un ulteriore peggioramento l’anno successivo. L’ultimo dato disponibile, riferito al 2019, rappresenta il secondo punteggio peggiore dal 2011. La qualità media in tutto il periodo considerato è 0,45 e raggiunge un livello “sufficiente”, comunque ben al di sotto del valore massimo di 1.

Probabilmente vi sarete chiesti perché manca l’informazione sulla qualità dell’acqua nel 2020. Il motivo è che ARPA Lombardia (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale), che ha effettuato le analisi dell’acqua, non l’ha ancora pubblicato. È mia intenzione contattare l’agenzia per avere al più presto informazioni in merito.

Tornando ai dati noti, il nostro obiettivo è capire come mai la qualità è così bassa e che cosa la compromette. Per farlo andiamo a vedere più nel dettaglio come viene calcolato l’indice di qualità.

Come si misura la qualità dell’acqua?

Come facciamo a stabilire se la qualità dell’acqua è scarsa oppure è elevata? Nel grafico mostrato viene usato un indice chiamato LIMeco, sigla che significa “Livello di Inquinamento dai Macrodescrittori per lo stato ecologico” – Che paroloni! Un indice non è altro che un numero che riassume diverse informazioni in un unico dato, per dirci a colpo d’occhio se le cose vanno bene o vanno male. Il LIMeco tiene in considerazione 4 sostanze:

  • Ossigeno disciolto in acqua
  • Azoto nitrico
  • Azoto ammoniacale
  • Fosforo totale

Se le sostanze sono ben bilanciate nelle giuste quantità, allora il LIMeco si avvicina ad 1, altrimenti a 0. Come si può immaginare l’acqua ha una buona qualità se è ben ossigenata e se non contiene una quantità eccessiva di azoto nitrico, azoto ammoniacale e fosforo totale. Ma vediamo brevemente cosa sono e da dove arrivano queste sostanze.

I fantastici 4 del LIMeco

L’ossigeno (O2) lo conosciamo tutti: invisibile e indispensabile per quasi tutti gli esseri viventi. Siamo talmente abituati a respirarlo dall’aria che non ci rendiamo nemmeno conto della sua esistenza. Purtroppo il Covid ci ha ricordato quanto è importante avere ossigeno nel sangue. I torrenti, i fiumi e i laghi sono le vene e le arterie del pianeta Terra e anch’essi, come i vasi sanguigni del corpo umano, contengono ossigeno disciolto. Quando in un corso d’acqua vengono scaricati prodotti organici, sostanzialmente scarti umani o animali, l’ossigeno tende a diminuire, poiché si lega chimicamente a queste sostanze. Senza ossigeno le forme di vita acquatiche, gli animali e le piante non possono vivere.

Ossigeno

Il grafico mostra un punteggio* da 0 a 10, che possiamo immaginare come un “voto” relativo all’ossigenazione del torrente. Fortunatamente la situazione è abbastanza buona, tuttavia i dati completi, scaricabili in fondo a questa pagina, mettono in luce un’ossigenazione “eccessiva”, cioè superiore alla norma. Perché dico “tuttavia”? Se c’è più ossigeno del dovuto non è meglio? Non è proprio così semplice. Gran parte dell’ossigeno nell’acqua viene prodotto dalle piante che ci vivono, tra cui le alghe. Se l’ossigeno eccede la quantità normale significa che ci sono molte alghe e, come vedremo tra poco, la crescita incontrollata di queste ultime non è un segnale positivo.

* Il punteggio è stato calcolato come: punteggio = 100 – |100 – % di saturazione ossigeno|

L’azoto nitrico è una molecola che forma sostanze dette nitrati. I nitrati sono composti chimici che vengono assorbiti molto rapidamente da alghe, vegetali e batteri. Un livello elevato di nitrati porta all’eutrofizzazione del corso d’acqua. Eu…eutro…eutro-cosa? Che brutta parola! Brutta quanto il fenomeno che descrive…

Non vi sembra un colore un po’ insolito? Per fortuna non si tratta della Sonna. Questa è l’eutrofizzazione del fiume Potomac, negli Stati Uniti.
Questa invece è la Sonna. Penso che la melma non sia molto rassicurante, ma non siamo ancora ai livelli del fiume Potomac…

Azoto e altri elementi (come il fosforo di cui parleremo tra poco) non sono veleni: sono presenti in natura e servono come nutrimento per le piante (infatti sono usati come concimi in agricoltura), ma quando vengono immessi artificialmente in un corso d’acqua alterano l’equilibrio ecologico, facendo “ingrassare” le alghe. Quando ci sono tanti nutrienti le alghe crescono in modo incontrollato ed in poco tempo iniziano ad essere troppe.

Come tutti gli esseri viventi, purtroppo, le alghe concludono il loro ciclo vitale con la morte, depositandosi sul fondo. A questo punto entrano in gioco i batteri (buoni e dannosi) che si cibano delle alghe morte. Nella foto del fiume Potomac, poco sopra, la colorazione verde è dovuta ad una tipologia di batteri detti cianobatteri. Per mangiare i resti delle alghe, i batteri hanno bisogno di ossigeno e lo prelevano direttamente dall’acqua. Più alghe ci sono da smaltire più ossigeno serve! Come avrete capito questo gas diminuisce molto rapidamente e quando ne rimane troppo poco i pesci e altri organismi viventi muoiono. Questa è una brevissima sintesi del processo di eutrofizzazione.

Azoto nitrico

Il grafico sopra ci mostra quanto azoto nitrico c’è nella Sonna. Purtroppo, a differenza dell’ossigeno, la situazione non va affatto bene. Il livello è elevato e abbiamo un picco nel 2017. L’azoto si può presentare anche in forma di azoto ammoniacale, il quale viene prodotto prevalentemente dalla degradazione di composti organici presenti negli scarichi fognari (umani e animali). Questo composto si trova anche in acque provenienti da industrie alimentari e chimiche. Nel grafico sottostante notiamo un netto aumento dei livelli di azoto ammoniacale nel 2018. Anche in questo caso la situazione non è affatto tranquillizzante.

Azoto ammoniacale

Ora ci resta il fosforo totale. Questa dicitura ricomprende diversi composti chimici contenenti atomi di fosforo, i cosiddetti fosfati. Concentrazioni elevate di fosfati sono dovute solitamente allo scarico di acque provenienti da industrie zootecniche, dilavamenti di fertilizzanti, detersivi e detergenti. Vediamo l’ultimo grafico: i colori delle barre sono troppo caldi per i miei gusti…

Fosforo totale

Cosa inquina la Sonna?

Per quanto nel nostro territorio le industrie non manchino, la maggioranza di quelle esistenti non è collocata in prossimità della Sonna, per cui non sembra che ci siano sversamenti di rilievo nel torrente. Gli scarichi industriali devono rispettare determinati standard di legge e, tendenzialmente, sono controllati con più rigore rispetto a quelli domestici. Nulla è da escludere e sicuramente dovremo fare ricerche approfondite. Tuttavia i dati sembrano suggerire presenza sul territorio di scarichi fognari domestici non regolari. La conferma giunge da un post del 28 marzo del sindaco di Cisano, Andrea Previtali, sulla pagina comunale di Facebook. Il sindaco, in seguito ad un sopralluogo lungo un tratto del torrente, afferma di averne individuati alcuni. Sembra che prossimamente saranno attuate misure risolutive. Approfondiremo la questione nei prossimi articoli.

Gli scarichi di acque fognarie in passato non costituivano un problema così importante, infatti lo sversamento di sostanze inquinanti era pressoché nullo, dato che l’uso di detergenti e saponi era minimo. Inoltre si trattava di sostanze meno complesse dal punto di vista chimico (di certo nel 1800 non si usavano gli shampoo che abbiamo oggi). In epoca moderna (1900) lo sviluppo di nuove sostanze chimiche ad uso domestico e il loro impiego intensivo, accompagnato alla mancanza di adeguamento dei sistemi fognari esistenti, ha determinato un peggioramento dello stato ecologico del torrente. Naturalmente tutti i paesi attraversati dalla Sonna sono potenzialmente fonte di inquinamento. Per questo motivo sarebbe bello censire gli scarichi esistenti e controllare che rispettino le disposizioni di legge.

Altre sostanze monitorate

La stazione di monitoraggio dell’ARPA rileva altre sostanze oltre alle 4 di cui abbiamo parlato. Non vi nascondo che accedere a questi dati è un’impresa davvero ardua! Sono pubblici ma poco accessibili, difficili da trovare e scomodi da visualizzare. Permettetemi di aprire una piccola parentesi, un po’ più tecnica.

I dati sono contenuti in tabelle excel estremamente pesanti (15-20 MB per ciascun file) e mal strutturati. In qualità di informatico e studente in Teoria e Tecnologia della Comunicazione, all’Università Bicocca di Milano, aggiungo che un ente pubblico non dovrebbe limitarsi ad acquisire dati, ma dovrebbe anche formattarli in modo comprensibile e standardizzato, rendendoli accessibili ad un numero più ampio possibile di persone. I dati da soli non parlano e vanno divulgati! La digitalizzazione non è mai fine a sè stessa, ma a servizio delle persone. Purtroppo in Italia questo concetto è scritto solo sulla carta, ma non voglio addentrarmi in ulteriori polemiche.

Grazie alla collaborazione di Sara ho raccolto le misurazioni in una serie di Fogli Google che voglio condividere con voi in formato pdf. Le tabelle sono state ricontrollate, tuttavia l’operazione di formattazione è stata lunga e complessa e potrebbe essere sfuggito qualcosa. Se qualcuno, intenzionato ad approfondire, dovesse notare degli errori non esiti a contattarmi. Nell’elenco delle fonti a fondo pagina trovate i link anche ai file excel originali di ARPA.

Qui sotto condividiamo quelli da noi prodotti, relativi ai monitoraggi nel periodo che va dal 2016 al 2019. Pian piano li analizzeremo insieme, probabilmente nei prossimi articoli.

La stazione di monitoraggio

L’acqua del torrente viene prelevata per le analisi nell’ultimo tratto del corso d’acqua, pochi metri prima dello sbocco nell’Adda. Anche se può sembrare strano, soprattutto ai cisanesi, la foce della Sonna si trova nel comune di Pontida. Più precisamente si trova attorno al punto con coordinate 45.7339972205994, 9.44818227348572 . Inserendole su Google Maps si capisce subito di quale zona stiamo parlando.

Ecco il punto di prelievo dei campioni d’acqua, visto dal satellite su Google Maps.

Come potete notare l’area è in prossimità dei campi che si trovano a ridosso della strada che da Cisano porta a Villa D’adda, non lontano dalla località Boschetto. La stazione di monitoraggio è definita “operativa” da ARPA, proprio perché i prelievi avvengono con cadenza regolare.

È uno screenshot di Google Maps, non è bellissimo, ma al momento non ho fotografie migliori di quest’area. Se c’è qualche lettore fotografo che vuole collaborare è ben accetto! Non esiti a contattarci!

Cosa dice la legge?

A questo punto qualcuno potrebbe chiedersi se esistono leggi per tutelare lo stato ecologico del torrente. Certamente sì! Ne esistono molte ed è proprio su queste Leggi, Regolamenti Regionali e Direttive della Comunità Europea che vogliamo far leva per cambiare le cose. Se siete passati dalla homepage avrete forse letto queste parole:

Nel 2000 i Paesi membri dell’Unione Europea si sono impegnati ad intervenire sui propri corsi d’acqua, per garantire il raggiungimento di uno stato ecologico buono entro il 2015. L’Italia ha fallito e la scadenza è stata prorogata al 2027. Cosa abbiamo fatto in 15 anni e cosa faremo nei prossimi 6? E il nostro torrente? Saremo riusciti dopo 27 anni a risolvere la situazione o, quantomeno, a non peggiorarla?

L’impegno a cui mi riferisco è la Direttiva 2000/60/CE della Comunità Europea. Lo stato ecologico dei corsi d’acqua non è determinato solo sulla base della qualità dell’acqua determinata attraverso il LIMeco, ma concorrono altri fattori di cui non si è parlato in questo articolo. Lo stato ecologico per il torrente Sonna è stato valutato da ARPA Lombardia nel periodo 2014 – 2019 ma il dato specifico non è accessibile, se non attraverso la foto di una mappa della Lombardia, reperibile qui, in cui sono evidenziati i corsi d’acqua monitorati. È difficile individuare la Sonna a causa della scarsa qualità della mappa, ma la forma dei confini di Cisano ci viene in soccorso. Anche in questo caso sono intenzionato a contattare ARPA per avere informazioni più dettagliate e puntuali.

Se la Sonna è quella linea gialla che penso io, allora lo stato ecologico è sufficiente e non raggiunge lo stato buono previsto dalla Direttiva 2000/60/CE.

Quest’ultimo paragrafo voleva essere soltanto un accenno a temi che approfondiremo più avanti, sia legali che relativi alla valutazione dello stato ecologico. Per ora possiamo dire che il LIMeco ha un peso importante nella stima della qualità, ma non è l’unico indicatore.

In conclusione

Se siete arrivati fino a questo punto vi ringrazio per l’attenzione. Spero che l’articolo vi sia piaciuto. Se avete domande, dubbi, suggerimenti, oppure notate qualcosa che non vi torna, se vedete errori, se siete esperti del settore, etc… vi prego di contattarci o di commentare qua sotto. Siamo assetati di informazioni! Tutto ciò che può essere utile al nostro scopo, anche connesso ad altre tematiche (storia del torrente, rifiuti abbandonati, …) è sempre gradito.

A presto!


Fonti:

Dati ARPA riorganizzati da noi:

Dati ARPA – LIMeco:

Dati ARPA – Analisi acqua:

Altro materiale consultato per scrivere l’articolo:


Attribuzioni per le immagini utilizzate:

Sfondi dei grafici: